Teatro.org | Il giardino dei ciliegi
Teatro.org, 10 novembre 2010 di Simona Innocenzi
“Con pochi oggetti scenici, piccoli accenni che stimolano la fantasia dello spettatore, lo scenario suggestivo della Sala1 si trasforma nel giardino dei ciliegi soprattutto attraverso le parole degli attori e il loro sguardo trasognato che guarda verso lo spettatore proprio come se i ciliegi fossero gli spettatori stessi…Il ritmo sostenuto ma non eccessivo, la solarità attraverso cui la scena viene riscaldata da tutti gli attori, la semplicità e la pulizia delle scelte registiche rende questa messa in scena particolarmente gradevole…Il rapporto attore-personaggio non necessariamente deve risultare fondato sulla psicologia naturalistica, potrebbero invece, attraverso una più distaccata tecnica attoriale, evidenziarsi elementi e punti di vista propri dell’artista-attore rispetto alla lirica dell’artisa-scrittore, in ogni caso qualsiasi scelta attoriale e registica l’artista prenda non deve mai allontanarsi da quel realismo che trasforma quella specifica decisione in qualcosa di assolutamente necessario per la scena…Particolarmente interessante e godibile risulta invece la performance di Jerry Mastrodomenico, il quale riesce a portare sulle assi del palcoscenico un frammento di realtà intesa non come copia della vita teatralizzata, ma come finzione scenica, che vuole e riesce a denunciare un accadimento reale, ovvero l’arricchimento di uno zotico il quale, pur restando tale, diventa ricco fino al punto di riuscie a rovesciare completamente lo stato delle cose. Più che il personaggio Mastrodomenico porta in scena un carattere che non ha bisogno di un tempo storico specifico ne di una dettagliata psicologia, lo zotico arricchito è semplicemente l’ambelma non solo dell’era moderna ma anche di quella a noi contemporanea…Keradman riesce a mettere in scena una pièce bien fait, delicata e cristallina, ma soprattutto nella sua semplicità riesce a rendere familiare un testo lontano da noi non solo nel tempo ma anchee soprattutto per cultura e tradizione. Uno spettacolo da vedere”.



