SalaUno Teatro

Saltinaria.it | Il giardino dei ciliegi

Saltinaria.it, 10 novembre 2010 di Andrea Cova

Un adattamento teatrale rispettosamente fedele alle intenzioni dell’autore e capace di condurre lo spettatore sin dai primi istanti in un’altra dimensione spazio-temporale, una campagna russa avvolta da un torpore gelido in procinto di essere bruscamente risvegliata da cambiamenti epocali, intrisi di angoscia e necessità di rinnovamento. La scenografia, curata da Francesco Ghisu, si mantiene volutamente semplice e spoglia, sfruttando la cornice di per sé suggestiva ed avvolgente del Teatro Sala Uno e focalizzando l’attenzione su pochi dettagli (delle tende luminose con sottili giochi di trasparenze, un barocco lampadario in cristallo collocato sul fondoscena, quasi una lontana reminescenza dell’aristocratica opulenza che sempre più si trasforma in un remoto miraggio, in primo piano un antico mobiletto in legno che custodisce dei preziosi libri come la residenza ed il giardino rappresentano lo scrigno dei ricordi di una vita intera) che accentuano il carattere fortemente simbolico ed evocativo della messinscena. Ad arricchire la rappresentazione gli eleganti e preziosi costumi realizzati da Seti Minovi e le musiche poetiche e toccanti che contrappuntano i momenti più salienti della narrazione, frequentemente suonate dal vivo al clarinetto dal servitore bohemienne Jaša, interpretato ottimamente da Constantin Jopeck. Trattandosi di un’opera dal carattere fortemente corale la ricca compagnia in scena recita come un unico ensemble, organismo pulsante e denso di sentimento: tra gli interpreti in scena è però assolutamente doveroso segnalare la magistrale e carismatica performance di Alessandra Raichi nel ruolo di Ljubov’ Andreevna Ranevskaja, che riesce a restituire con vividezza e sensibilità l’intricato groviglio di passioni, stati d’animo, sofferenza e continuo struggimento tra le memorie del passato ed un insopprimibile anelito di speranza per il futuro che contraddistingue il suo personaggio. Decisamente degni di menzione anche Jerry Mastrodomenico, che infonde nel suo Ermolaj Lopachin una dinamica complessità psicologica capace di coniugare armonicamente desiderio di rivalsa sociale, incapacità di esprimere sino in fondo i propri sentimenti e generosa devozione verso il prossimo, la giovane ed estremamente promettente Azzurra Antonacci che con la sua candida purezza e fanciullesca ingenuità è semplicemente perfetta per interpretare il ruolo di Anja ed infine Massimiliano Cutrera, grave e misurato nel vestire i panni del razionale ed equilibrato Leonid Gaev. Concedeteci in conclusione un divertito applauso anche per il sempre ottimo Tony Allotta, a cui è affidato in questa circostanza il ruolo minore di Boris Simeonov-Piščik nobile proprietario terriero tanto energico nella sua costante ricerca di prestiti e munifiche elargizioni per estinguere i suoi debiti quanto sempre pronto a divertirsi tra burle, balli dell’alta società moscovita e buon vino. Un personaggio veramente spassoso. La potenza lirica ed espressiva del romanzo di Anton Čechov rivive in tutto il suo fulgore sul palco del Teatro Sala Uno che, ancora una volta, ci regala uno spettacolo di gran pregio proseguendo il viaggio intrapreso in questa stagione alla riscoperta di grandi classici della drammaturgia europea. Vivamente consigliato agli estimatori della letteratura russa”.

Nessun Commento, Commenta
Commenta “Saltinaria.it | Il giardino dei ciliegi”

I Partners

Hanno contribuito e collaborato alla Rassegna Eventi:

Archivio Immagini & Filmati

immagini e filmati disponibili

Idee e Proposte

hai un'idea o una proposta per la prossima rassegna?

Spettacoli in vendita

archivio delle produzioni disponibili per la circuitazione