Il Foyer | Il berretto a sonagli
Il Foyer, 27 settembre 2010 di Ilda Ippoliti
“Gino Auriuso gioca con le metafore per dare corpo a ciò che non ne ha: le chiacchiere, le scuse, le ipocrisie, le apparenze. Ed ecco già dalla prima scena alcuni personaggi fare il gesto di lavarsi con candide e rumorose buste perché bisogna sbandierare un prestigio sociale senza macchia; i pettegolezzi della Saracena si tramutano nella montagna di carta di giornale straccia che invade il tavolo e la casa di Beatrice e poi nell’oggetto-scusa con cui Beatrice stessa allontanerà Ciampa; e ancora le buste bianche che nascondono le cartacce come a imbiancare putridi sepolcri…
L’effetto è sorprendente, originale, di luminosa chiarezza e sottolinea il netto contrasto con quanto gli attori in scena vivono, ognuno nel proprio ruolo, costruendo, parola dopo parola, il sottile paravento di menzogne e ipocrisie dietro il quale tutti si nasconderanno per darsi una parvenza di accettabile onorabilità…Sul palco sei bravissimi interpreti diretti magistralmente dallo stesso Gino Auriuso (che la sera della prima ha egregiamente sostituito Roberto della Casa nel ruolo del delegato Spanò) tra i quali ricordiamo Tony Allotta nel ruolo di Ciampa, Irma Ciaramella in quello di Beatrice e Ornella Ghezzi nel doppio ruolo di Saracena e della madre di Beatrice.
Uno spettacolo, nonostante il passare del tempo, ancora attuale, interessante e ben fatto, che coinvolge e fa riflettere: tutti ottimi motivi per andarlo a vedere”.



