SalaUno Teatro

Genealogia di un pesce

Sezione Donna “Corpo femminile”
solo di e con Marie Thérese Sitzia
Ideazione e danza: Marie-Thérèse Sitzia
Costume: Daniela Salernitano
Disegno luci: Gianni Staropoli
Suoni: Gabriele Salati
Musiche: Plaid
Elementi scenografici: acqua e borotalco

Genealogia di un pesce è un lavoro che s’interroga sulla differenza tra l’occupare (lo spazio e il tempo) e il produrre (lo spazio e il tempo).
Si è ristretto il margine, il corpo in una prigionia del limite. Dalla letterale assunzione di questa coordinata spazio-temporale, scaturisce la tensione che deforma, disloca, separa non solo lembi, ma parti, porzioni di ossa, allunga lo scheletro creando spazi nelle articolazioni. È in questi spazi che ha sede una vertigine dinamica.
Il corpo messo in crisi nel limite genera una dinamica che non si esaurisce nel tempo, ma è un continuo divenire combustione. Un avvenimento attualizzante.
Note sul titolo:
il pesce è simbolo della Dea Madre, rappresentazione grafica del ventre femminile. Negli affreschi tombali egizi come nei mosaici romani di età imperiale, alimento ma anche simbolo di fertilità e di sessualità (il delfino, considerato un pesce, era il simbolo di Afrodite e della sua corrispettiva babilonese, Freya). Come non ricordare poi le mitiche sirene omeriche e gli dei-pesci fenici? O ancora la presenza nei miti indiani di Maya, il pesce parlante?
La genealogia è la disciplina che si occupa di ricostruire e tramandare le origini familiari, le discendenze e i legami di parentela.
Tema del corpo primordiale. Ricerca di una radice mitologica del corpo. L’odore di una nuvola apre la visione di un non tempo prenatale nel tempo dell’uomo, prima del cane, la sirena o il delfino e prima ancora il pesce?
La suggestione nasce da un racconto di Tatsumi Hijikata sull’osservazione dei bambini, sul loro corpo indistinto rispetto agli oggetti … un bimbo dà da mangiare alla sua coscia, un altro porta il mestolo a incontrare…..
E dal mercato del pesce di Pozzuoli, dal macellaio, da Napoli e da Rembrandt.

Marie-Thérèse Sitzia è nata nel 1974 a Napoli.
Studia danza contemporanea coi maestri: Maddalena Scardi, Rebecca Murgi, Paola Rampone, Anna Paola Bacalov, Francesco Scavetta, Jean Saportes, Jean Cébron e Paco Decina. Studia danza buto coi maestri: Daisuke Yoshimoto, Tadashi Endo, Yumiko Yoshioka, Ko Morobushi, Hisako Horikawa, Toru Iwashita, Katerina Batkasaki, Akira Kasai, Masaki Iwana, Yoko Muronoi e Silvia Rampelli. È membro fondatore della compagnia di danza buto Lios (Roma) con la quale organizza il festival internazionale “Trasform’Azioni” presso il Teatro Furio Camillo di Roma. Lavora come solista in Italia e all’estero (Napoli, Roma, Urbino, Firenze, New York, Parigi, Réveillon, Barcellona). Ha lavorato coi registi: Paolo Brunato, Andrea De Rosa, Gianluca Riggi, Anna Redi, Marcello Sambati, Antonio Calone, Silvia Rampelli e Masaki Iwana.

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