SalaUno Teatro

Donna Bomba

Prima Nazionale: grazie a Compagnia Veronica Cruciani, Compagnia Babateatret , Fabio e Tommaso, Vic.

una giovane donna
12 minuti e 36 secondi
una giovane sposa forse
un politico senza nome
Mona Lisa di Leonardo Da Vinci
una bomba
un verme
un automobile
le televisioni
12 minuti e 36 secondi

“Ritorna sempre la condizione drammatica della loro vita, il non aver nulla da perdere. La mancanza di prospettive.”
“Utilizziamo i martiri perché non abbiamo gli F16, gli Apache, i carri armati e i missili.”
“Si tratta di un’intera generazione cresciuta durante il conflitto, per lo più senza alcuna istruzione: donne, adolescenti, bambine per le quali la guerra è vita e la vita una costante fonte di paura.”
“Diventano kamikaze perché non hanno altra scelta.”

In scena una giovane donna negli ultimi 12 min. e 36 sec. prima di farsi saltare in aria.
In scena una sposa che attende il suo matrimonio.
In scena un’attrice con una domanda.
“Sono fiero di mia figlia” irrompe il padre della kamikaze Abu SamirAkkara, “No, no. Non sono proprio contento che abbia agito da bomba umana. Anzi”, si contraddice subito l’uomo, forse ancora confuso per l’accaduto, “sono fiero di lei perché ora è una martire. Ma se l’avessi saputo prima l’avrei chiusa in casa. Si, perché al tempo stesso sono contrariato da ciò che ha fatto”, sottolinea abbassando lo sguardo. “Non l’avrei mai potuto immaginare. E poi”, continua l’uomo visibilmente provato dal dolore, “uccidendo quelle persone cosa ha cambiato? Nulla. Niente di niente. Avevano sicuramente figli anche quelle povere anime. Ci saranno degli orfani. C’è anche da dire che viviamo come animali in gabbia. Non sopportiamo più di stare sotto occupazione. I soldati ci trattano come bestie.”

Il 21 aprile 1991, Thenmuli Rajaratnam, conosciuta come Dhanu, è esplosa durante il meeting della campagna elettorale a Sriperumbudur. Nell’attentato morirono diciassette persone e il premier indiano Rajiv Gandhi.
Il 7 febbraio 1998 una donna sconosciuta si uccise durante le festività nella principale città dello Sri Lanka, a Colombo. Con essa se ne andarono altre nove persone.
Il 29 marzo 2002 la diciottenne Ayat al Ahras si fece esplodere davanti ad un supermercato nella periferia di Gerusalemme. Morirono più di venti persone.

Una giovane sposa e una domanda.
Un’esplosione.

Un grazie infinto a Ivana, al suo coraggio e alla sua forza.

dal 15/02/2008 al 17/02/2008
Orario: 15/17 febbraio ore 19.00
16 febbraio alle ore 21.00

testo di Ivana Sajko
traduzione di Patrizia Almesberger
regia di Chiara Tomarelli
con Chiara Tomarelli
luci Hossein Taheri

produzione Reggatta Production

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