Sinfonia d’Autunno, tratto da Ingmar Bergman
Concerto per due, tratto da Ingmar Bergman
dal 11/02/2009 al 13/02/2009
regia di Nicola Lorca
di Anita Arena e Teresa Polimei
Con
CHARLOTTE Teresa Polimei
EVA Anita Arena
VIKTOR Egidio Manna
Il lavoro , Sinfonia d’autunno è considerato uno dei capolavori cinematografici di Ingmar Bergman, interpretato nel 1978 da Ingrid Bergman e Liv Ullmann, la cui trama è di seguito sintetizzata“Eva, moglie del pastore protestante Viktor, aiuta il marito negli affari della parrocchia e nelle funzioni religiose. In casa, isolata dalla comunità, la giovane donna dedica il suo tempo alla sorella Helena, immobilizzata da una grave e progressiva infermità invalidante, e vive nella sensazione della continua presenza del figlio Enrik, tragicamente annegato il giorno prima del suo quarto compleanno. Con il consenso di Viktor, Eva invita sua madre Charlotte a trascorrere da loro un periodo di vacanza. Concertista di pianoforte di fama mondiale e piena di vitalità, Charlotte è perennemente in viaggio; ma ha perso da poco il compagno Leonardo, ed in più non vede sua figlia da 7 anni. All’arrivo della madre, Eva la accoglie con affettuosa gioia, comunicandole la presenza di Helena nella stanza accanto. Charlotte vi entra con riluttanza. In un primo incontro tra madre e figlia, l’onda dei ricordi induce Eva a rimproverare l’egoismo di Charlotte. La cena che segue sembra placare lo scontro. Ma è solo un’interruzione, poiché di notte, a causa dell’insonnia della mamma, Eva riprende il discorso e lo conduce a un feroce denudamento di tutto il passato. Charlotte, dopo aver tentato invano di difendersi, riprende il suo viaggio in compagnia di Paul, il suo manager. Eva, dopo avere ripreso forza e illuminata da una calda speranza, scrive una lettera con la quale chiede scusa alla madre e le estende il suo fervido desiderio di ricostruire un rapporto che, pur essendo stato lacerante, è essenziale per accontentare la sua necessità di sentirsi una figlia accettata.”E’ una storia in cui si snodano in un fiume di pensieri, i ricordi di un’infanzia vissuta senza la presenza fisica della madre e con la presenza ingombrante della sua carriera artistica. Lo scontro tra madre e figlia è uno scontro dialettico, sempre controllato ed elegante, in cui le recriminazioni feriscono, ma mai quanto la consapevolezza che il passato non può essere ricostruito in termini diversi; tuttavia la speranza c’è, perché sul futuro si può intervenire se c’è quella volontà matura di superare i propri limiti e gli errori commessi reciprocamente. Perché non si smette mai di essere una madre e di essere una figlia.



