SalaUno Teatro

Solo

Sezione Donna “Corpo femminile”
Solo
dal 07/02/2009 al 08/02/2009
Coreografia di Moeno Wakamatsu

Biografia  Moeno Wakamatsu
Nata in un Tempio Jodoshu di Asakusa, nel centro di Tokyo, Moeno Wakamatsu  si trasferì all’estero in tenera età. Attualmente vive tra New York e la regione francese della Normandia. Educata a suonare il piano fin da piccola, per poi seguire in gioventù gli studi di architettura, a 27 anni ha lasciato la carriera da architetto per intraprendere esclusivamente il lavoro di ballerina solista. Il suo lavoro si manifesta al di fuori dall’arte delle idée e dei concetti, ed è finalizzato alla comunicazione diretta e all’intensificarsi del tempo e dello spazio. Il suo lavoro, rivelazione di un’espressione che sta oltre il movimento fisico, spesso trascende le categorizzazioni della danza ordinaria.

Approccio alla Danza
La Danza è uno status della mente  e del corpo  che sono pronti a percepire direttamente lospazio e il tempo. Personalmente considero  lo spazio e il tempo come qualcosa che contiene tutto ciò che esiste e tutti i fenomeni – è uno dei principi della realtà. Nel mio tentativo di percepire direttamente il fondamento e l’origine della realtà, sono giunta a percepire una certa forza manifestarsi attraverso me stessa. Ho definito questa forza “la fonte della realtà” o “il desiderio di tempo e spazio”. Credo che questa percezione si avvicini molto a quello che altri chiamano il percepire l’anima o la forza divina. Permettendo al mio essere di fare da tramite (da canale) per la rivelazione di questa forza/desiderio, credo che io possa entrare in relazione diretta e “verticale” con la realtà.
Nella nostra società moderna, abbiamo creato molte relazioni “orizzontali”che non hanno diretto riferimento all’origine della realtà, e quindi il nostro comportamento e ciò che viene rivelato attraverso noi stessi è superficiale, poco concreto, e più relativo. Dando grande valore alle relazioni orizzontali, complichiamo noi stessi e confondiamo la nostra relazione con la nostra materialità propria (fisica). Il risultato è che la nostra vera origine diviene meno visibile e meno chiara.
Se noi abbiamo un tipo di relazione verticale – se ci posizioniamo sempre in modo da affrontare la fonte originale di tutte le manifestazioni (il desiderio autentico di realtà) – allora abbiamo una relazione diretta con tutte le cose che esistono. La natura più autentica si manifesta nel nostro essere.
Per me, la danza deve sforzarsi di instaurare una relazione verticale con la realtà. La Danza non è espressione del sé. Noi, in quanto esseri, siamo “espressione”di un’unica sorgente originale. Come danzatrice, io cerco di offrire me stessa a un ascolto da vicino  dell’origine. La danza è un atto di ascolto attivo.

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