Ferita
Pensando all’Africa, “ferita” è stata la prima parola che mi è venuta in mente. Lo spettacolo vede una nuova interpretazione dello stile che finora ha sempre caratterizzato le produzioni precedenti, più vicino in questo caso ad una lettura contemporanea e teatrale. In Ferita è stata forte l’esigenza di esprimere un messaggio semplice e chiaro, dove viene particolarmente sottolineato il senso dell’indifferenza comune, complice nel mantenere situazioni che dovrebbero essere per senso civile cambiate. L’Africa in questo caso, per esigenze della direzione artistica (Mauro Pagani) del Festival La Città Aromatica che ha co-prodotto Ferita, è solo un pretesto per identificare comunque una realtà emarginata assai spesso a noi vicina, che riguarda spesso la figura della donna sfruttata, emarginata, illusa dal miraggio dei falsi bisogni e vittima dell’indifferenza e di un vuoto anche culturale oggi sempre più preoccupante. Pensando all’Africa, “ferita” è stata la prima parola che mi è venuta in mente;“madre”subito la seconda, ad evocare una nascita primordiale, un batticuore ancestrale… (F. Selva) Chi è Ferita? Ferita è colei che è stata ingannata, sfruttata, abbandonata, rinnegata Ferita è la realtà rifiutata, discriminata, calpestata. Ferita la trovi sotto casa, alla stazione, o sotto il sole, a nascondersi cicatrici con preghiere scritte su pezzi di cartone. Ferita è la mia anima , davanti all’indifferenza e all’impotenza. Ferita è la mia coscienza, complice spietata.
dal 27/03/2007 al 28/03/2007
Orario:
27/03/2007 h. 19.00
28/03/2007 h. 21.15
Compagnia Francesca Selva
Regia Francesca Selva
Musiche Brian Eno, Shainko
Coreografie Francesca Selva
Consulenza musicale Massimo Biliorsi, Cinzia Caud
Co-produzione Festival La Città Aromatica
Organizzazione Marcello Valassina



