La Repubblica | Malgrado il titolo fatuo…
Malgrado il titolo fatuo, “Anche io, je suis Catherine Deneuve” del 37enne francese Pierre Notte (Premio Molière del teatro privato 2006) è un testo formidabile su horror, schizofrenia, autismo e transfert divistici di una famiglia, senza alcunchè da invidiare ad autori del Québec, e si deve al regista “anomalo” Reza Keradman una messinscena asimmetrica e musical-psicopatica del testo.
Del nucleo allo sfascio fa parte una diafana e attraentissima Roberta Rovelli che su una pedana da cabaret canta (con bel fascino casuale) pezzi tematici alla Weill o tipo Les parapluies de Cherbourg in panni di figlia che metabolizza l’arte canora della madre (una Corinna Lo Castro mancina e dislettica) e si taglia a sange la pelle, mentre la sorellina giovane (Valentina Cenni) si crede la Deneuve e attende un qualcuno per morirci, e un fratello (Massimiliano Cutrera) è ridotto al silenzio. Un incubo di idoli per gente alla deriva.
Pubblicato su: La Repubblica – 03 marzo 2007 Di Rodolfo Di Giammarco



