SalaUno Teatro

Il canto della notte • Io parlo di sogni

Il canto della notte Friedrich Nietzsche “torna” alla sua vita per raccontarla. In una sorta di limbo temporale in cui ha ancora trent’anni ma già è morto, racconta ciò che è stato fino a quel momento e ciò che sarà. Racconta l’essere umano malato, poco amato, poco compreso, che si cela dietro al genio. Un uomo “contro tempo” sempre. E’ ancora giovane, anche se già minato, professore all’Università di Basilea, e ha una lunga vita davanti, che solo ora, mentre ce la racconta, riesce forse, veramente a vedere. E noi con lui. Mentre le immagini parlano, mute, alle sue spalle. Io parlo di sogni E’ la storia della morte più ingiusta della letteratura teatrale. Ingiusta perché Mercuzio muore e non sa il motivo. La sua giovinezza irruente viene spenta troppo presto, nel pieno della bellezza, da un “non detto”, da un gioco spavaldo, da un gesto d’amore. Qui torna da un luogo imprecisato a raccontarci che ora sa, ma non smette comunque di amare. Con le parole “prese a prestito” agli altri personaggi della sua storia si racconta con una luce in più, e con le sue racconta gli altri come solo lui sa vederli. E racconta il momento estremo della sua morte. Ma non c’è rancore. Non c’è rimpianto. E’ sempre, comunque, solo amore.

dal 15/01/2007 al 21/01/2007
Orario:
h. 19.00 16-19-20 /01/2007
h. 21.00 15-17-18-21 /01/2007

Compagnia Sycamore T Company
Regia Georgia Lepore
Con la partecipazione di Alessandro Averone Solimano Pontarollo

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