Divin Divan, perdere la testa nel deserto dell’amore in un viaggio senza ritorno
In una bizzarra locanda orientale perduta nel tempo e nello spazio, alcuni viandanti parlano d’amore sulle note liriche del loro amico Hàfez. Non è uno spettacolo teatrale o poetico, bensì un “evento” diverso ogni sera, come un “happening” dove il pubblico è invitato ad aggregarsi partecipando in prima persona alle discussioni, ai racconti, ai sogni proposti amichevolmente dai tre folli viandanti, ospiti fissi della locanda. Si celebra sempre l’amore attraverso il suo rifiuto materiale, cercando nelle mille e una storia che l’Oriente offre al suo volto spirituale, ma niente di prestabilito è ammesso nella locanda d’amore, questa è la “regola aurea” che i viandanti e i loro amici si sono dati per la loro serata. Tutto sarà sotto il segno dell’umorismo, del disincanto, dell’abbandono, giocando sull’improvvisazione del momento e sulla casualità degli avvenimenti. Il pubblico ospite si perderà dolcemente tra sapori, colori, suoni e canti orientali per risvegliarsi sicuramente rigenerato. Lume dell’evento è il grande Hàfez, poeta iraniano del XIV secolo, che con il suo “Divan” (libri di poesie) rappresenta il vertice della cultura orientale e il più alto esempio di poesia mistica.
dal 22/02/2006 al 04/03/2006
Orario: 21.00 22-28 feb, 21.00 1/3 mar, 19.00 2/4/ mar
Compagnia Teatro SalaUno
Regia Reza Keradman
Con la partecipazione di Reza Keradman, Hossein Taheri Ian Sutton Massimiliano Cutrera



